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Abbiamo letto per voi:"Candida Albicans resistente: se non si riesce a sconfiggerla, affamiamola!

Come si combatte un'infezione fungina da Candida Albicans che diventa sempre più resistente ai farmaci? Affamandola!

La scoperta è stata fatta da una squadra di ricercatori dell'Università di Buffalo e della Temple University.

Questa settimana ho letto per voi un articolo dal titolo “Iron Chelator Deferasirox Reduces Candida albicans Invasion of Oral Epithelial Cells and Infection Levels in Murine Oropharyngeal Candidiasis” del Dottor Puri e il suo team.

La Candida albicans è l'agente che causa varie infezioni: il mughetto orale, un'infezione della bocca identificata da una pellicola bianca che riveste la lingua e la gola, causando dolorose deglutizioni; la stomatite, un'infezione fungina che colpisce quasi i due terzi dei portatori di protesi dentaria che causa infiammazione, arrossamento e gonfiore in bocca; la candida vaginale, un’infezione che colpisce i genitali e causa arrossamenti, prurito, bruciore e perdite biancastre. Il fungo è anche la quarta causa principale di infezioni del sangue acquisite in ospedale, che spesso hanno alti tassi di mortalità.

La Candida albicans è il fungo più abbondante nel microbioma orale e fa affidamento sulla saliva come fonte di elementi essenziali e nutrimento. Il ferro, il secondo metallo più abbondante nella saliva, è un nutriente indispensabile usato dal fungo in diversi processi cellulari, compresa la produzione di energia e la riparazione del DNA.

Per trattare la Candida albicans i ricercatori, in questo studio, hanno limitato l'accesso del fungo al ferro, un elemento cruciale per la sua sopravvivenza nell'organismo.

Lo hanno fatto usando Deferasirox, un farmaco usato per trattare alcuni disturbi del sangue. Il farmaco è stato testato sui topi e i risultati sono stati davvero promettenti: gli scienziati hanno ridotto i livelli di ferro di quattro volte nella saliva, questo ha alterato l'espressione di oltre 100 geni da parte del fungo, diminuito la sua capacità di infettare il tessuto orale e delle mucose e causato una duplice riduzione del tasso di sopravvivenza del fungo nell’organismo.

Nello studio in questione è stato somministrato il farmaco Deferasirox insieme ad acqua potabile ai topi per abbassare i livelli di ferro nella saliva e ridurre la disponibilità di ferro necessario per nutrire e sostenere un'infezione.

I ricercatori hanno scoperto che la Candida albicans nei topi che hanno ricevuto il trattamento aveva un tasso di sopravvivenza del 12% rispetto al 25% nei topi che non avevano ricevuto il trattamento.

Altre ricerche hanno dimostrato che il trattamento con Deferasirox non determina una carenza di ferro negli adulti con livelli di ferro normali. Questo lo rende un potenziale trattamento preventivo per coloro che sono vulnerabili alle infezioni della mucosa.

Lo studio è il primo a dimostrare che se lasciamo morire di fame (o… di ferro!) la Candida albicans possiamo limitarne la crescita e la sua ricomparsa.

In assenza di nuovi farmaci, l’utilizzo di farmaci “off-label” esistenti per il trattamento di altre malattie è una strategia promettente.

Attualmente esistono solo tre classi principali di farmaci antifungini clinici. Tuttavia, la resistenza ai farmaci fungini è aumentata costantemente e non sono emerse nuove classi di antimicotici da decenni.

In alternativa al farmaco possiamo utilizzare un prodotto naturale: la Lattoferrina.

La lattoferrina è una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice, nelle secrezioni mucose modula l'attività e le capacità aggregative dei batteri e dei virus verso le membrane cellulari. Abbiamo visto che alcuni agenti patogeni richiedono ferro per poter effettuare la replicazione cellulare, la lattoferrina sottrae il ferro libero all'ambiente circostante impedendo così la proliferazione e la crescita dei batteri o dei funghi."





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