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"Abbiamo letto per voi: Microbiota e Microbioma: cosa sono? "

"I due termini microbiota e microbioma sono spesso usati come sinonimi, ma in realtà esistono delle sottili differenze.

Che cosa sono? • Il microbiota intestinale accompagna l’uomo dalla nascita e influenza la funzione di tutto l’organismo. Fino a qualche anno fa era chiamato la “microflora intestinale”. • Il microbiota umano è costituito da un'ampia varietà di batteri, virus, funghi e altri organismi monocellulari che vivono nel corpo (intestino, pelle, bocca, genitali etc) • Il microbioma è il nome dato a tutti i geni all'interno di queste cellule microbiche. Nel 1996, il Dr. Rodney Berg, del dipartimento di microbiologia e immunologia della Louisiana State University, scrisse molto sul microbiota intestinale e riassunse la sua "profonda" importanza. Sono quindi molti anni che si conosce l’importanza di queste popolazioni batteriche per il nostro stato di salute, ma non tutti vi dedicano l’attenzione che merita. Il National Institutes of Health (NIH) nel 2007 ha lanciato il Human Microbiome Project, un progetto di ricerca che mira a definire le specie microbiche che influenzano l'uomo e le loro relazioni con la salute dell’organismo ospite. Vediamo alcuni dati: • I microrganismi che vivono all'interno del tratto gastrointestinale ammontano a circa 4 chili di biomassa • I microbi nel corpo rappresentano circa il 2-3% del peso totale del corpo umano • Il microbiota intestinale contiene oltre 3 milioni di geni, rendendolo geneticamente 150 volte più vario rispetto al corpo umano • Ogni essere umano ospita tra 10 trilioni e 100 trilioni di cellule microbiche (più numerose delle cellule del corpo umano) in una relazione simbiotica. Ciò avvantaggia sia i microbi che i loro ospiti. • Le stime variano, ma potrebbero esserci oltre 1.000 diverse specie di microrganismi che compongono il microbiota umano.

Il microbiota intestinale di ogni individuo è unico, come un’impronta digitale. Può fortemente influire sulla risposta immunitaria, sulla funzione digestiva e agire persino sull’umore e i processi psicologici. Come dicevamo poco fa ogni essere umano ha una relazione simbiotica con i microrganismi che vivono all’interno del proprio corpo. Questa relazione simbiotica è benefica sia per l'uomo che per i microbi. Tuttavia, questi microbi “nativi” includono anche batteri nocivi che possono superare le difese del corpo che li separano da altri distretti e organi vitali. Nell’intestino convivono batteri benefici e batteri dannosi che possono causare infezioni quando la loro proliferazione supera una certa soglia. Queste infezioni includono intossicazione alimentare, altre malattie gastrointestinali che provocano diarrea e vomito o infezioni nel tratto urogenitale. Perché il microbiota umano è importante? I microrganismi si sono evoluti insieme agli umani e formano parte integrante della vita, svolgendo una serie di funzioni vitali. Sono coinvolti sia nei processi fisiologici che in quelli patologici e la ricerca ha trovato collegamenti tra popolazioni batteriche e le seguenti malattie: • asma

• autismo • cancro • celiachia • colite • diabete • eczema • malattie cardiovascolari • malnutrizione • sclerosi multipla • obesità

Il microbioma umano ha un'influenza sulle seguenti quattro grandi aree importanti per la salute: • nutrizione • immunità • comportamento • malattia

Nutrizione Oltre ad assorbire energia dal cibo, i microbi intestinali sono essenziali per aiutare gli esseri umani a assimilare i nutrienti. I batteri intestinali ci aiutano a disgregare molecole complesse sia di carni che di verdure, senza il loro aiuto per esempio la cellulosa vegetale sarebbe indigeribile. I microbi intestinali possono anche usare le loro attività metaboliche per influenzare il desiderio di cibo e la sensazione di sazietà. La diversità del microbiota è legata alla diversità della dieta. Gli adulti che provano un'ampia varietà di alimenti mostrano un microbiota intestinale più vario rispetto agli adulti che seguono un modello dietetico distinto. Immunità Tutti noi iniziamo a costruire il nostro microbioma al momento della nascita. I primi microbi, vengono acquisiti addirittura durante il passaggio nel canale vaginale, al momento del parto. Senza questi primi ospiti microbici, l'”immunità adattativa” non esisterebbe. Questa è un meccanismo difensivo vitale che impara a rispondere agli agenti patogeni dopo averli incontrati. Ciò fornisce una risposta più rapida ed efficace ai potenziali attacchi batterici che si verificheranno nel corso della nostra vita. Comportamento Il microbiota può influenzare il cervello, che è anche coinvolto nella digestione. Alcuni hanno persino definito il microbiota intestinale come un "secondo cervello". Piccole molecole rilasciate dall'attività dei batteri intestinali innescano la risposta dei nervi nel tratto gastrointestinale. I ricercatori hanno anche osservato collegamenti tra il microbiota intestinale e i disturbi psicologici, come la depressione e il disturbo dello spettro autistico (ASD). Malattia Le popolazioni batteriche nel sistema gastrointestinale hanno fornito informazioni sulle condizioni intestinali, comprese le malattie infiammatorie intestinali (IBD), come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. La bassa diversità microbica nell'intestino è stata collegata all'IBD, all'obesità e al diabete di tipo 2. Lo stato del microbiota intestinale è stato collegato alla sindrome metabolica. Modificare la dieta includendo prebiotici, probiotici e altri integratori ha ridotto questi fattori di rischio. I microbi intestinali e la loro genetica influenzano l'equilibrio energetico, lo sviluppo del cervello e la funzione cognitiva. Sono in corso ricerche su come esattamente ciò avvenga e su come questa relazione possa essere utilizzata a beneficio dell'uomo. Il microbiota svolge anche un ruolo importante nel resistere alla proliferazione intestinale di popolazioni di germi introdotte dall’esterno (alimentazione, contaminazione via orale etc ) che altrimenti causerebbero disturbi. Per garantire il corretto equilibrio i batteri "buoni" competono con quelli "cattivi", rilasciando alcuni composti inibitori ed antinfiammatori e impedendo che questi ultimi prendano il sopravvento. Sappiamo da tempo che assumere antibiotici può causare importanti disbiosi e carenze di ceppi batterici fondamentali per il nostro organismo, con conseguente diminuzione della risposta immunitaria. Problematiche come cistiti, vaginosi, candidosi, infezioni resistenti agli stessi antibiotici sono all’ordine del giorno quando la flora fisiologica viene alterata o compromessa. "


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