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CANDIDA: verità scientifiche e inesattezze


"Che la Candida, e i funghi in generale, amino lo zucchero non è una affermazione del tutto corretta.

Tutti noi abbiamo sempre sentito dire che ridurre gli zuccheri semplici aiuta a limitare l’insorgenza di candidosi. In realtà non ci sono evidenze scientifiche che lo confermino in modo definitivo.

Ecco alcune osservazioni che ci aiutano a capirne di più:

· La Candida Albicans è un lievito commensale della flora vaginale: ci vive cioè fisiologicamente, la sua presenza è perfettamente normale;

· La Candida ha un metabolismo glucosio-dipendente, vive cioè grazie al glucosio (quindi non a tutti gli zuccheri, ma al glucosio!) MA può utilizzare altre fonti nutritive per il suo sviluppo: i Lipidi ad esempio, che promuoverebbero la formazione di biofilm (essendone loro stessi componenti fondamentali);

· Pare che la Candida possa trasformare altri mono e disaccaridi (fruttosio e saccarosio) in glucosio per nutrirsene;

· Il D-mannosio non è metabolizzabile, non può cioè essere trasformato in glucosio e circola nel nostro sangue nella sua forma iniziale , intatto;

· La Candida è ghiotta di ferro, e questo è un dettaglio che pochi conoscono (è per questo che spesso chi soffre di Candida recidivante è anemico);

· Dal momento che la Candida è localizzata in un organo che non è a contatto diretto con il bolo alimentare (non nel tubo digerente insomma), attinge il suo nutrimento quasi esclusivamente nel sangue e, in misura minore, nei tessuti dell’organo in cui risiede;

· La Candida é opportunista e approfitta della minima occasione per svilupparsi in maniera eccessiva e installarsi come patogena nel nostro piccolo ecosistema (microbiota) personale. Questo elemento è molto importante, “l’occasione fa il ladro”

Applicando questi dati scientifici alla nostra Candidosi vaginale, tiriamo un po' le somme:

· La micosi vaginale non è influenzata dal consumo di zuccheri alimentari

Il consumo di zuccheri semplici (fruttosio e saccarosio) e molto raffinati (amido) non può avere una incidenza rispetto alla sua ricomparsa. Quando succede quindi bisogna cercare di capire le- altre- reali motivazioni: ad esempio l’utilizzo eccessivo di antibiotici, che fanno tabula rasa dei Lattobacilli vaginali e permettono alla Candida di proliferare in quantità che diventa patogena.

· Gli alimenti “zuccherati” possono influire sulla variazione dei valori di Glicemia

Se è vero che la Candida albicans vaginale attinge il suo fabbisogno di glucosio dal sangue, bisogna anche ricordare che la glicemia di una persona sana (senza diabete) è costante nonostante la varietà dell’apporto alimentare (viene gestita dal Pancreas). Ecco che la teoria che sia necessario un regime senza zuccheri per combattere la Candida si sgretola completamente. Se la nostra glicemia è stabile non c’è motivo di privarsi totalmente di zuccheri per evitare la Candida, dato che dispone della stessa quantità e possibilità di nutrimento. A questo si aggiunge un rapporto del Collegio Americano di Dietisti Nutrizionisti che ha raccolto più di 30 studi sulle diete anti-candida e hanno rilevato come non vi fosse rapporto tra la riduzione del consumo di zuccheri e una regressione della proliferazione della stessa.

· Il D-mannosio non può essere nutrimento per la Candida

Non potendo essere trasformata in Glucosio, non c’è modo di modificarla per poter essere consumabile.

· Il miglior modo per combattere la micosi vaginale si fonda su due punti:

  • ripopolare di Lattobacilli per “occupare lo spazio” e contenere gli slanci di conquista della Candida

  • privare la Candida del nutrimento di cui è ghiotta, il ferro.

Sarebbe utilissimo quindi, soprattutto dopo l’utilizzo di antimicotici di solito prescritti dal medico, procedere con:

  • un ciclo di Ausilium Lavanda (una lavanda a giorni alterni per una settimana e una a settimana per un mese), che contiene, tra gli altri:

Lattoferrina: Ha azione antiossidante, sequestrando il ferro libero a favore dell’organismo e riducendone la disponibilità per i microrganismi patogeni

NAC (N-acetilcisteina): inibisce la capacità di adesione dei batteri; interferisce con la sintesi del biofilm;

*Lattobacilli: *fondamentale riequilibrarne la quantità per combattere gli opportunisti (Candida)

D-mannosio

  • un ciclo di almeno due mesi di **LENICAND **(Lattoferrina- Saccharomyces boulardii- Tabebuia avallanedae (Lapacho)- Lactobacillus acidophilus DDS1)

Morale della favola, non solo non c’è connessione tra D-mannosio e micosi, ma il suo utilizzo crea anche un circolo virtuoso:

D-mannosio- non ricorso agli antibiotici- ricolonizzazione dei Lattobacilli in vagina- regressione della Candida – riequilibrio della flora fisiologica- riduzione dei fattori di rischio dell’insorgenza di un nuovo episodio acuto di cistite- no antibiotici, e così via

*ricordo che per chi volesse é disponibile ampia bibliografia relativa alle nostre pubblicazioni.


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