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Gruppi alimentari ed effetti sulla salute dell'intestino.

Una nuova ricerca ha trovato un'associazione tra il microbiota sano del nostro intestino e determinate abitudini alimentari.

Il termine "microbiota intestinale" descrive i trilioni di microrganismi che vivono all'interno del nostro intestino, influenzando il modo in cui assorbiamo i nutrienti, l'efficacia delle nostre difese immunitarie e persino il nostro stato d’animo. Come dimostra un numero crescente di prove, l'equilibrio tra batteri “buoni” e batteri “cattivi” nel nostro intestino influenza una gamma di fattori di salute molto più ampia di quanto gli studiosi credessero in passato. Fra questi la pressione sanguigna, il processo di invecchiamento, allergie, intolleranze, infezioni batteriche e fungine, cistiti e la probabilità di sviluppare ansia o depressione.

Quindi mantenere il nostro intestino sano è importante non solo per la salute dell'apparato digerente ma anche per il benessere fisico e mentale.

Alla luce di questo, i ricercatori del Medical Center dell'Università di Groningen (UMCG) nei Paesi Bassi hanno deciso di esaminare quali diete e quali gruppi alimentari hanno gli effetti più benefici sulla salute dell'intestino. Sono state approfondite le associazioni tra regimi alimentari e microbiota intestinale. Lo studio diretto da Laura Bolte della UMCG e il suo team è stato presentato alla Settimana europea della gastroenterologia (UEG) il 21 ottobre 2019 a Barcellona, in Spagna.

I ricercatori hanno raggruppato 160 fattori dietetici in sette modelli alimentari e hanno esaminato i loro effetti anti-infiammatori in quattro gruppi di partecipanti: persone con morbo di Crohn, persone con colite ulcerosa, persone con sindrome dell'intestino irritabile e popolazione generale. Per lo svolgimento dello studio i ricercatori hanno analizzato un campione di feci fornito da ciascun partecipante per ricostruire il suo microbiota e lo hanno confrontato con i risultati di un sondaggio che ha esaminato la frequenza di assunzione di alcuni alimenti.

I modelli alimentari sono stati suddivisi nei seguenti gruppi:

• Dieta a base vegetale • Proteine vegetali • Proteine animali • Latte fermentato a basso contenuto di grassi • Modello dietetico mediterraneo (proteine vegetali, pane, legumi, verdure, pesce, noci e vino) • Pane e legumi più pesce e noci • Carne, patate e salsa, oltre a dolci, zucchero, fast food e bevande analcoliche I risultati hanno identificato 61 singoli alimenti associati a determinate popolazioni microbiche e 49 correlazioni tra modelli alimentari e gruppi microbici.

Lo studio ha rilevato che:

• I regimi alimentari ricchi di pane, legumi, pesce e noci sono associati a una diminuzione dei batteri aerobici potenzialmente dannosi. Un maggiore consumo di questi alimenti è anche associato a livelli più bassi di marcatori infiammatori nelle feci che sono noti per aumentare durante l'infiammazione intestinale.

• Una dieta a base vegetale è associata all'aumento di batteri che producono da una parte acidi grassi a catena corta (SCFA- la principale fonte di energia per le cellule che rivestono il colon); dall’altra scarti che promuovono la fermentazione batterica con conseguenti effetti benefici sul metabolismo. I ricercatori hanno trovato una correlazione tra bassi livelli di SCFA e colite ulcerosa o altre condizioni infiammatorie dell'intestino.

• Un maggiore apporto di carne, cibo da fast food o zucchero raffinato è stato associato a una diminuzione delle funzioni batteriche benefiche e a un aumento dei marker infiammatori.

• Vino rosso, legumi, verdure, frutta, cereali, pesce e noci sono associati a una maggiore abbondanza di batteri con funzioni antinfiammatorie.

• Le proteine di origine animale e di origine vegetale hanno mostrato associazioni opposte sul microbiota intestinale.

• Le proteine vegetali hanno dimostrato d’essere la principale fonte di biosintesi di vitamine e aminoacidi (biotina, tiamina, L-ornitina), e di svolgere funzioni benefiche come la scomposizione degli alcoli dello zucchero e l'escrezione di ammonio.

• Le proteine vegetali sono state associate a un aumento dei Bifidobatteri (“buoni”) e a una diminuzione di Blautia e Streptococchi (“cattivi”). Le proteine animali hanno dimostrato azione opposta.

• I prodotti lattiero-caseari fermentati a basso contenuto di grassi erano correlati a un aumento di Lactococcus lactis, Lactobacilli e Bifidobacterium bifidum, nonché di facilitare la sintesi peptidoglicana dei batteri che producono acido lattico.

• Una dieta comprendente proteine vegetali, verdure, frutta, cereali, frutta a guscio, vino e pesce è associata ad una maggiore abbondanza di Roseburia hominis, Faecalibacterium Prausnitzii e Bifidobatteri e una aumentata capacità di fermentazione dei carboidrati.

• Nel gruppo che assumeva abitualmente vino rosso è stata riscontrata una maggiore presenza di Bifidobacterium, utile per la fermentazione del fruttosio. È interessante notare che il vino è stato anche correlato con una diminuzione di specie potenzialmente dannose, vale a dire Bacteroides fragilis, Escherichia coli, Coprobacillus e Clostridium bolteae, probabilmente per l’alto contenuto di polifenoli.

In linea generale una dieta caratterizzata da frutta, frutta a guscio, un maggiore consumo di verdure e legumi (proteine vegetali) rispetto alle proteine animali, combinata con un consumo moderato di alimenti di origine animale come pesce, carne magra, pollame, latticini fermentati a basso contenuto di grassi, vino rosso e un minor apporto di carne rossa e dolci, è associato ad un ecosistema intestinale in salute.

È importante ricordarsi che l’ecosistema intestinale può essere aggredito da molti agenti esterni, in primis antibiotici e farmaci, per cui è importante limitarne l’utilizzo a quando strettamente necessari. È importante cercare di prevenire disbiosi intestinali attraverso l’utilizzo ciclico e mirato di probiotici e prebiotici soprattutto durante periodi di stress, viaggi, cambi di alimentazione, utilizzo di farmaci, influenze, infezioni e infiammazioni. I risultati di questo studio ci indicano che la modulazione del microbioma intestinale potrà assumere un’importanza strategica per un approccio sicuro ed efficace al trattamento o alla gestione di molteplici malattie, non solo del distretto intestinale."

TOWARDS ANTI-INFLAMMATORY DIETARY RECOMMENDATIONS BASED ON THE RELATION BETWEEN FOOD AND THE GUT MICROBIOME COMPOSITION IN 1423 INDIVIDUALS Bolte L, Vich Vila A, Imhann F, Collij V, Peters V, Fu J, Tigchelaar E, Kurilshikov A, Campmans-Kuijpers M, Dijkstra G, Wijmenga C, Zhernakova A, Weersma R.K, Rinse Weersma. University Medical Center Groningen (UMCG)


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