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Parole chiave- Disbiosi

Aggiornato il: 9 lug 2019

Per definizione la disbiosi indica un’alterazione a carico della popolazione microbica residente presente nei vari distretti dell’organismo che svolge una funzione utile al corretto funzionamento globale dell'organismo.


La disbiosi si può verificare a livello del distretto cutaneo, intestinale e vaginale, quando un ceppo batterico o fungino tende a prevalere o a diminuire eccessivamente a scapito di un altro. A livello intestinale, questo squilibrio si manifesta con una predominanza di ceppi di Escherichia coli (potenzialmente patogeno) a scapito di batteri ‘’buoni’’ come lattobacilli e bifidobatteri, rappresentando un fattore predisponente per infezioni batteriche o fungine, specialmente da candida, sia acute che ricorrenti.


Solo conoscendo quali siano state le cause scatenanti la disbiosi intestinale, si potrà capire quale azione intraprendere per ripristinare il corretto equilibrio microbico intestinale.


Tra le principali cause scatenanti: prolungato e indiscriminato utilizzo di antibiotici e antifungini, di farmaci lassativi, disordini da malassorbimento, e altre patologie enteriche.


Tra i rimedi più efficaci: opportune correzioni nella dieta e assunzione di prebiotici e probiotici come Lactobacillus acidophilus, L. sporogenes, L. rhamnosus, L. thermophilus, L. bifidus, L. plantarum, L. casei, Bifidobacterium infantis, B. longum, con diverse funzioni positive, come mantenimento del corretto pH intestinale, sintesi di vitamine del gruppo B e acido folico, immunostimolanti e di inibizione della crescita di batteri patogeni.



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