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SII (sindrome del’intestino irritable) SIBO (sovracrecita batterica intestinale) Leaky Gut : la PEA

Aggiornamento: 5 ott

1. Quando si parla di SII o SIBO, il denominatore comune è sempre la presenza di una infiammazione importante del tubo digerente e più precisamente della barriera enterocitaria (=parete intestinale in primo luogo)


2. Questa infiammazione della mucosa, se è presente da molto tempo (più di sei mesi) è responsabile del fenomeno ormai ben noto del rilascio degli stretti legami che tiene insieme enterociti (cellule) che costituiscono la parete tra le due. Questo indebolimento induce una riduzione della capacità di filtraggio assicurata dalla parete intestinale, e quindi l’inizio di una iperpermeabilità.


3. La sindrome di iperpermeabilità intestinale è quindi una complicazione della SII/SIBO che si sviluppa successivamente in diverse fasi:

- una prima fase di infiltrazione della mucosa da parte delle tossine

- un secondo stadio, in cui la mucosa è completamente “intasata”, di diffusione delle tossine nel resto dell’organismo via ematica e linfatica

Ciascuna di queste due tappe rappresentano un’occasione per le reazioni immunitarie di tipo allergico che vanno ad aumentare l’infiammazione locale e dunque a creare un vero e proprio “circolo vizioso”: più infiammazione-> alterazione dei legami-> aumento della permeabilità->maggior possibilità per le tossine di “passare”->più reazioni immunitarie e allergiche->maggior infiammazione


4 L’ esistenza di una infiammazione cronica della parete è, inoltre, causa di disbiosi del microbiota, che non trova condizioni ambientali soddisfacenti per il suo equilibrio. Nella misura in cui la disbiosi è spesso il punto di partenza di SII/SIBO, si identifica dunque molto bene un altro circolo vizioso: più infiammazione-> più disbiosi-> più infiammazione


Per tutte queste ragioni la gestione di SII/SIBO deve necessariamente tenere conto di questa componente infiammatoria e della possibilità di una sindrome di iperpermeabilità intestinale associata e occuparsene prioritariamente (ancor prima di pensare ad un riequilibrio del microbiota e del lume intestinale). Detto altrimenti, occorre dapprima stabilizzare il terreno per poter poi coltivare e promuovere un microbiota equilibrato,


Per svariati anni la glutamina è stata considerata una sostanza capace di restaurare una corretta permeabilità intestinale. Si sa ormai che questo principio attivo aveva come obiettivo quello di stimolare la cicatrizzazione della parete promuovendo una maggior crescita cellulare. In caso di iperpermeabilità intestinale non sono le cellule ad essere alterate bensì i loro legami.

Per affrontare questa problematica dovremo quindi declinare su principi attivi in grado di:

- rinsaldare i legami enterocitari

- ridurre i fenomeni infiammatori e allergici locali, attraversi la riduzione mastocitaria e la limitazione della produzione di istamina.


Ecco perché la PEA è fortemente raccomandata in caso di SII e SIBO.


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