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Studio dell’efficacia del prodotto Xerem® nelle piaghe da decubito

La formula di Xerem® nasce in Deakos nel 2004 con l’ambizioso scopo di tentare di ridurre del 5% le amputazioni degli arti inferiori nelle persone che soffrono della patologia del “piede del diabetico”, effettuando una corretta prevenzione. Tuttavia, evidenze scientifiche più recenti hanno rivelato interessanti proprietà di Xerem® anche nella prevenzione e nella guarigione delle piaghe da decubito. Infatti, piaghe da decubito e fissurazioni nel piede del diabetico sono spesso caratterizzate da una comune degenerazione tissutale per ridotta irrorazione sanguigna dell’area interessata ed eccessiva pressione (Vedi Box 1, per la classificazione delle lesioni).

* Piaghe da decubito, medicazioni e linee guida nazionali.

Per aiutare a proteggere le lesioni e per velocizzare la guarigione delle piaghe da decubito oggi sono disponibili diversi tipi di medicazioni. La scelta di solito dipende dallo stadio in cui si trova la lesione e dalla sua gravità. L’approccio comune è quello di tenere la lesione idratata e la pelle intorno ad essa asciutta. In primo luogo, a lesione avvenuta, è molto importante la detersione, che deve essere molto delicata in modo da rispettare l'idratazione e il pH. A tal scopo conviene utilizzare detergenti poco schiumogeni, facili da risciacquare e a pH fisiologico. In generale, nel lavaggio, la pelle non deve essere frizionata energicamente né vanno effettuati massaggi circolari per minimizzare il rischio di traumi. Analogamente, le attuali linee guida raccomandano di asciugare la pelle tamponandola leggermente, evitando frizioni e massaggi troppo energici.

Le attuali linee guida per la protezione della cute, consigliano di utilizzare:

1) Prodotti emollienti, che permettano di mantenere un certo grado di umidità della cute. In questa categoria potrebbe rientrare l’Ureadin, prodotto che contiene Urea, un forte agente igroscopico, che attira cioè a sé l’acqua circostante.

2) Prodotti barriera, come gli unguenti a base di ossido di zinco e le creme barriera a base d’acqua, che permettano all’epidermide di conservare la sua funzione meccanica e di protezione.

Questi ultimi vanno consigliati soprattutto in caso di soggetti incontinenti per evitare la macerazione della cute. Nello Xerem® meritano di essere menzionati i tannini dell’Hamamelis che contribuiscono a trattenere i liquidi. Xerem® potrebbe pertanto essere consigliato sia per la sua azione emolliente sia come prodotto barriera. La cura della cute è un fattore da non trascurare per la prevenzione delle lesioni. Infatti, se la pelle è secca e disidratata, il rischio di lesioni aumenta. Per le piaghe al primo stadio è importante attuare una protezione, anche solo con prodotti barriera, senza che sia necessaria alcuna medicazione con prodotti emollienti. Le piaghe al secondo stadio, invece, vengono curate di solito anche con gli idrocolloidi, cerotti trasparenti semipermeabili che trattengono l’umidità e facilitano il rinnovamento cellulare (vedi Box 1, per la classificazione delle lesioni )

Procedura sperimentale

Scopo di questa sperimentazione clinica è valutare il prodotto Xerem® in pazienti con ulcere e piaghe da decubito. Lo studio dovrebbe prevedere l’arruolamento di un campione rappresentativo costituito da almeno 40 pazienti con lesioni fino al grado 2, con età compresa tra i 40 e 75 anni, da suddividere in due gruppi sperimentali con distribuzione omogenea. Il primo gruppo dovrebbe applicare il prodotto Xerem 2 volte al giorno tramite delicato massaggio, fino a completo assorbimento, mentre il secondo gruppo dovrebbe utilizzare un prodotto standard, possibilmente a base di glicerolo, ad utilizzo topico e con attività emolliente (ad es. Dexeryl, Pierre Fabre) (CE). Il prodotto andrebbe applicato su tutta la superficie della lesione, dopo accurata detersione, e nella zona perilesionale, almeno due volte al giorno per 4 settimane. Le misure da effettuare per la valutazione della guarigione, dovrebbero essere eseguite prima del trattamento, dopo due e dopo quattro settimane, termine dello studio. In particolare, i seguenti parametri andrebbero valutati da un operatore, possibilmente in doppio cieco, su una scala analogica visuale (VAS) da 1 a 5 punti, a seconda dell’intensità:

1) Interruzioni della pelle, rugosità e fissurazioni

2) Secchezza cutanea

3) Processi infettivi

4) Spessore della pelle (con ultrasuoni)

5) Misure di microcircolazione

6) Intensità del prurito riferito dal paziente

All’inizio del trattamento andrebbe consegnato al paziente un questionario da compilare quotidianamente, sia come promemoria per l’applicazione di Xerem due volte al giorno, sia per monitorare quotidianamente la progressione della guarigione. I parametri da considerare per la valutazione diretta dal paziente potrebbero essere i seguenti: dolore, rossore, calore (indici di infiammazione), prurito, elasticità cutanea percepita nella zona perilesionale, ecc..

Conclusioni

La formulazione dell’emulsione Xerem, rigorosamente elaborata in Italia, contiene una serie di principi attivi utili per la cura e la prevenzione di alterazioni a carico dell’apparato tegumentario in diverse specialità mediche. E’ composta da estratti ottenuti dal frutto della Morinda citrifolia e dalle piante officinali Hamamelis virginiana, Calendula officinalis. Tra le principali sostanze a comprovata attività terapeutica sono da annoverare antrachinoni, tannini e carotenoidi. La combinazione delle diverse sostanze presenti nei singoli estratti dell’emulsione Xerem può aiutare a migliorare la funzione delle cellule della pelle, aiutando la rigenerazione superficiale del tessuto ad opera dei fibroblasti (che a loro volta producono collagene e matrice extracellulare). Rilevante anche la stimolazione della microcircolazione periferica, grazie ai tannini dell’Hamamelis, dotati di proprietà astringente, vasocostrittrice e antinfiammatoria. In studi preliminari, il prodotto ha mostrato ottimi risultati nella prevenzione e cura delle lesioni del piede del diabetico, di classe zero e di classe 1. Questi presupposti lasciano ipotizzare un’interessante applicazione, nei casi più gravi, per contrastare la formazione e la progressione delle ulcere che si manifestano nel piede di Charcot, una grave complicazione del diabete neuropatico con probabile etiologia genetica. Xerem ha dimostrato un’ eccezionale duttilità ed una notevole maneggevolezza, anche a fronte di un bassissimo costo per il paziente. Inoltre, l’emulsione è risultata un ottimo preventivo, calmante del prurito e dell’infiammazione, aiutando la guarigione di tagli, lacerazioni, screpolature alle mani, alle gambe, di piccole ferite settiche e processi discheratosici nelle fasi iniziali (Box2). I risultati preliminari fin qui ottenuti con l’applicazione topica del prodotto Xerem lasciano supporre ed auspicare un suo efficace utilizzo come prodotto barriera, sia ad attività protettiva che preventiva, per coadiuvare alla rapida guarigione di ulcere e piaghe da decubito.

Box 1

Stadio progressivo delle lesioni o piaghe da decubito

  • Stadio 1: lesioni iniziali con eritema della cute intatta con limitato edema. Se a questo primo stadio non si interviene, per esempio facendo cambiare la posizione del malato, utilizzando un materasso antidecubito e curando l’igiene dei tessuti e prevenendone la macerazione, allora da questo stadio si passa all’insorgenza dell’ulcera, specie se compaiono pallore cutaneo, calore o l’indurimento.

  • Stadio 2: lesione a spessore parziale che coinvolge l’epidermide e/o il derma. L’ulcera che ne deriva è superficiale e si presenta clinicamente come un’abrasione (escoriazione), una vescica o una lieve cavità.

  • Stadio 3: lesione a tutto spessore che implica danno o necrosi del tessuto sottocutaneo con estensione fino alla fascia muscolare. L’ulcera si presenta clinicamente come una profonda cavità.

  • Stadio 4: lesione a tutto spessore con una distruzione estesa della cute, necrosi tissutale e interessamento di muscoli, talvolta tendini e ossa.

Box 2

DISCHERATOSI: alterazione dello sviluppo dell'epidermide che consiste in una precoce e imperfetta cheratinizzazione di alcune cellule dello strato malpighiano, con perdita di ogni rapporto con le cellule contigue. Anomalia del processo di cheratinizzazione nelle cellule dell’epidermide. Il processo avviene in modo precoce o imperfetto o irregolare, determinando alterazioni nella forma delle cellule e nella regolare stratificazione. Tale fenomeno si osserva in numerose malattie della pelle. Ad es. La dischieratosi follicolare vegetante, detta anche malattia di Darier, è una forma di dermatosi giovanile, ereditaria, a decorso cronico e progressivo con peggioramenti nella stagione estiva. È caratterizzata dalla presenza di piccole papule cheratosiche che tendono a confluire formando placche crostose. Tali lesioni si localizzano al collo, alla fronte, alla regione sacrale, al dorso, ai solchi retroauricolari. A livello delle pieghe le lesioni diventano essudanti causando secrezioni maleodoranti.

Bibliografia

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