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Uretrite femminile e Stenosi Uretrale

L’ URETRITE

Maria P., 40 anni: "Per anni ho sofferto di cistite, sempre affrontata con antibiotici viste le urinocolture positive ( presenza batterica di E.coli). Ma la terapia prescritta era sempre poco o per nulla efficace e le recidive pronte dietro l’angolo a colpire ancora.

In più i trattamenti portavano con sé un sacco di effetti collaterali: micosi, irritazioni, disturbi digestivi, fatigue, abbassamento delle difese immunitarie, e sono convinta abbiano contribuito anche alla cronicizzazione delle cistiti. Dopo circa 3-4 anni di tribolazioni varie, ho cominciato a soffrire di un disagio praticamente continuo al basso ventre. All’inizio era una sensazione “sorda”, che facevo fatica ad identificare e a localizzare precisamente. Più passava il tempo e più questo fastidio, tramutatosi in un formicolio, era presente e localizzato in fondo alla vescica, nell’uretra. Di lì a pochi mesi è diventata un vero e proprio bruciore, simile a quello di un episodio acuto di cistite, ma allo stesso tempo molto diverso: non avevo dolore quando urinavo! Anzi accadeva esattamente il contrario, quando urinavo provavo sollievo. Nel momento in cui la minzione terminava il dolore riprendeva e aumentava gradualmente fino alla minzione successiva. Il mio medico e due urologi non sono stati in grado di capire di cosa si trattasse; le urinocolture nel frattempo erano diventate negative, adesso si parlava di infiammazione (o irritazione) ma senza infezione. Un urologo mi ha parlato di cistite interstiziale, un altro di problemi di tipo psicologico (!!!) Finalmente, a forza di indagare, ho trovato degli elementi di risposta nella letteratura medica anglosassone. Si trattava né più né meno di una uretrite batterica. Spesso questa diagnosi nella donna è esclusa a priori per via di evidenti ragioni anatomiche: l’uretra è molto corta. Ma un organo, per quanto piccolo sia, può comunque “ammalarsi”! Si suppone spesso infatti che i batteri responsabili delle cistiti non possano annidarsi nell’uretra femminile perché non hanno nulla a cui “aggrapparsi”. E’ senz’altro vero in una donna che ha avuto un’infezione urinaria in tutta la sua vita, ma è un altro paio di maniche quando si parla di 15-20 episodi di cistite l’anno! In questo caso l’adesività dei batteri patogeni sulla parete dell’uretra è favorito infatti da due meccanismi: - una maggior frequenza di contatto tra parete e batteri; - una qualità e una resistenza della parete dell’uretra che è diminuita a causa delle infezioni croniche e dei trattamenti antibiotici i queli, uccidendo i batteri, provocano una grande produzione di tossine (rilasciate dai batteri nel momento in cui vengono distrutti) che hanno un effetto “abrasivo” sulle mucose vescicali e uretrali. E le urinocolture negative mi direte voi? Semplice, per fare il prelievo delle urine si scarta il primo getto! Che è esattamente quello che può contenere i batteri presenti in uretra. In più la capacità dei batteri patogeni di creare un biofilm li rende perfettamente invisibili alle analisi di laboratorio. Che fare in caso di uretrite batterica nella donna? 1. Evitare o moderare gli antibiotici Se una donna arriva al punto di avere una infezione batterica localizzata unicamente nell’uretra è perché probabilmente arriva da una situazione di infezioni urinarie e vaginali frequenti. Gli antibiotici in quel caso non sono più una soluzione affidabile perché portano a delle resistenze sempre più importanti dei batteri coinvolti e abbassano le difese immunitarie per via degli effetti collaterali che colpiscono negativamente la flora fisiologica dell’organismo. In più gli antibiotici sono totalmente inefficaci sui biofilm batterici, presenti in più del 60% dei casi e probabilmente ancor di più in caso di uretrite. 2. Limitare le possibili cause di irritazione dell’uretra oltre a quella batterica. A questo scopo il consiglio principale è quello di ALCALINIZZARE le urine. Quindi assolutamente da evitare cranberry, mirtillo rosso e uva ursina che acidificano fortemente le urine. E’ fortemente consigliato limitare il consumo di prodotti animali: carni (sia rosse che bianche), salumi, frutti di mare, latticini, formaggi, così come alcool e alimenti che hanno subito processi di fermentazione (pane, pizza, etc) Importante anche evitare gli sfregamenti: utilizzare Ausilium Crema prima e dopo il rapporto, abiti ampi, evitare bicicletta, equitazione, spinning. 3. Sbarazzarsi del biofilm batterico e dei batteri uropatogeni Mettere a contatto la N-acetilcisteina con il biofilm per disgregarlo. E successivamente i batteri rilasciati dal biofilm con il D-mannosio perché si leghino e il complesso d-mannosio/batterio così formatosi venga eliminato con il flusso urinario. Questo meccanismo diventa più complicato quando i batteri sono in uretra, perché il tempo della minzione non è che di qualche secondo, insufficiente per ottenere gli effetti desiderati. 4. il Metodo MIM STENOSI URETRALE E DILATAZIONE DELL’URETRA DEFINIZIONE La stenosi uretrale può essere definita come un restringimento del diametro e/o della lunghezza dell’uretra (canale che permette la fuoriuscita dell’urina dalla vescica.) E’ una complicazione rara ma possibile in caso di uretrite o di cistite. CONSEGUENZE La stenosi si manifesta spesso con un disagio minzionale sistematico: bruciori alla minzione e disuria (difficoltà a svuotare completamente la vescica). Si nota talvolta anche un getto debole o alterato (minzione intermittente). La stenosi uretrale si accompagna spesso ad una contrattura involontaria a fine minzione, che si verifica in modo progressivo a causa della paura del dolore e può condurre a delle complicazioni che necessiteranno poi di una rieducazione pelvica. Infine, la stenosi uretrale è all’origine della formazione di un residuo urinario post-minzionale (piccola quantità di urina che persiste in vescica anche dopo la minzione), che comporterà un aumento della frequenza delle minzioni e renderà l’ambiente propizio alla proliferazione batterica. Le conseguenze della stenosi uretrale costituiscono dunque esse stesse fattori predisponenti della cistite batterica e la sua presenza crea quindi un circolo vizioso che va ad aggravare la problematica. GESTIONE Se si sospetta una stenosi uretrale è imperativo mettere in atto rapidamente alcune misure: DIAGNOSI Un esame urodinamico (cistoscopia) permette di confermare o smentire una stenosi e, al bisogno, di procedere ad una dilatazione dell’uretra per fargli ritrovare un diametro adatto a delle minzioni normali. PREVENZIONE Per evitare che le complicanze della cistite e/o dell’uretrite portino ad una stenosi dell’uretra, è indispensabile trovare una soluzione valida per prevenire e bloccare gli episodi acuti. Una profilassi che preveda l’assunzione di Ausilium 20 plus o Ausilium Forte (D-mannosio, Morinda antinfiammatoria e alcalinizzante) da 2 a 3 grammi al giorno è una prima misura preventiva utile per neutralizzare ed eliminare i batteri uropatogeni la cui presenza è facilitata dal residuo minzionale. Questo approccio, per essere completo ed efficace, andrà ad integrarsi con le misure preventive adattate ai fattori predisponenti e precipitanti degli episodi acuti (rapporti sessuali, disbiosi intestinale, etc)"







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